| MODIFICA DI UNA WEBCAM Modificare una webcam per la ripresa planetaria |
| INTRODUZIONE |
La ripresa di soggetti di piccole dimensioni angolari ma di alta luminosità come i pianeti del sistema solare, ma anche la Luna o lo stesso Sole, può essere affrontata economicamente utilizzando una comune webcam da poche decine di euro. Il vantaggio nell'utilizzare una webcam anziché una fotocamera digitale, è che la webcam consente di riprendere un filmato. Come è noto un filmato altro non è che una lunga serie di fotografie scattate in rapida successione. Queste fotografie, i fotogrammi del filmato, verranno poi esaminate da appositi applicativi software che selezioneranno quelle meno distorte dalla turbolenza atmosferica e le combineranno in modo da restituire un'unica immagine di buona qualità. La modifica da realizzare ad una webcam per poterla utilizzare nella ripresa planetaria consiste essenzialmente nella rimozione dell'obiettivo originale e nell'applicazione di un barilotto che ne permetta l'inserimento al posto dell'oculare del telescopio. In questo caso ho modificato una WebCam 5 della Creative dotata di un sensore CMOS da 640 x 480 pixel, ma il principio si può adattare a qualunque webcam. Notate che esistono altre possibili modifiche alle webcam, in particolare per realizzare lunghe esposizioni o per sostituirne il sensore a colori con uno monocromatico. Queste modifiche richiedono delle competenze di cui non dispongo e non possono essere applicate a tutti i modelli di webcam.
Per prima cosa ho aperto la webcam e ne ho rimosso il piccolo obiettivo in modo che la luce del telescopio possa colpire direttamente il sensore CMOS. Ho poi rimosso il LED verde che, rimanendo acceso durante la ripresa, rischiava di far giungere della luce sul sensore. Ho rimosso il piedistallo dalla webcam poi, dopo averla richiusa, vi ho incollato un corto tubo filettato della Intes che mi permette di connetterla al telescopio sia al fuoco diretto che interponendo un oculare o una lente di Barlow. Infine ho usato del nastro isolante nero per chiudere tutte le aperture da cui poteva entrare della luce. Il risultato non era un granché da vedere, ma funzionava. |
| LA PRIMA PROVA |
Per collaudare la webcam l'ho applicata al fuoco diretto del mio Intes MK-67 ed ho puntato un pilone dell'alta tensione all'altro lato della valle.
Essendo il sensore della webcam molto piccolo (circa 3 x 4 mm) l'ingrandimento che ne risulta è notevole come si può vedere dall'immagine che ho realizzato durante questa prima prova.
La stessa strumentazione è stata utilizzata per realizzare questa immagine della Luna nell'area attorno al cratere Schickard.
|
| CONCLUSIONE |
L'utilizzo di una webcam modificata in questo modo relativamente semplice, ovvero con l'obiettivo rimosso, è a mio avviso un ottimo modo per avvicinarsi alla ripresa amatoriale di soggetti astronomici luminosi. La Luna ed il Sole (quest'ultimo da riprendere ed osservare sempre con l'uso di filtri appositi) sono soggetti ideali. Con un po' più di esperienza anche i pianeti del sistema solare (in particolare Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno) potranno essere ripresi in modo soddisfacente. In commercio si trovano diversi modelli di webcam. Secondo me per i primi tentativi conviene orientarsi su una molto economica. In generale è meglio se il sensore è un CCD anziché un CMOS, mentre la dimensione massima dell'immagine non è importante. Siccome alcune fotocamere digitali compatte permettono di registrare brevi filmati alcuni astrofili mi hanno chiesto se non sia possibile utilizzarle per effettuare riprese planetarie. Fermo restando che la sperimentazione è sempre divertente e costruttiva e che quindi se avete già una di queste fotocamere potreste sempre provarci, dovete considerare che per far stare il filmato sulla piccola memoria interna le fotocamere lo comprimono tantissimo provocando un forte degrado dell'immagine. Inoltre sareste obbligati ad usare il metodo afocale (avvicinare l'obiettivo della fotocamera all'oculare) in quanto l'obiettivo delle digitali compatte non è rimovibile. |